Gli storni a branchi non si ingrassano

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“Gli storni a branchi non si ingrassano”. Così diceva la mia bisnonna materna intendendo dire che le opportunità ci sono ma bisogna sapere e volerle cogliere; e che non possono essere per tutti. Diceva anche che bisogna rallegrarsi del benessere altrui perché, se gli altri “stanno bene non avranno bisogno di venire a chiedere il nostro aiuto” e potremo quindi continuare il nostro lavoro.

Possono sembrare solo frasi fatte, dettate dal senso comune. Sono invece, a mio parere, espressione di saggezza popolare dalla quale ancora oggi poter trarre insegnamento.

Viviamo tempi nei quali si sente parlare spesso di reddito di cittadinanza e si reclamano diritti fingendo di ignorare i doveri. Si alzano sbarramenti a protezione delle frontiere per chiudere la porta a chi chiede aiuto; avanti di questo passo, bisognerà proclamare la giornata mondiale della cupidigia eleggendone Scrooge a patrocinatore.

Aveva ragione la nonna, invece. Il benessere si produce lavorando e mostrando di saper cogliere le opportunità; non è possibile distribuirlo a tutti. Stampare moneta è cosa diversa da produrre ricchezza. Lasciare che chi ha bisogno possa partecipare alla vita della collettività prestando la sua opera, è non solo giusto; ma doveroso. Servirà a produrre ricchezza per sfamare i bisognosi e per garantire il funzionamento della società in cui viviamo.

Cerchiamo di non dimenticare che nel decennio fra il 1960 ed il 1970, venticinque milioni di persone nel nostro paese cambiarono comune e dodici milioni cambiarono regione per trovare un lavoro. Fra queste anche i miei genitori. Lasciamo gli storni liberi di volare e di cercarsi il cibo. Se lo troveranno, il cielo sarà più azzurro per tutti.