Ricorrono i morti

Ricorrono i morti

adobephotoshopexpress_0b0ae2fc85824d84bb94b4887d37396c

In questo periodo, come ogni anno, mi sono recato al cimitero di Chiesina, vicino alla omonima parrocchiale, situata nei pressi di Farné in Val Carlina, nel quale trovano sepoltura i miei nonni paterni, zii, cugini e conoscenti. È un piccolo cimitero posato nella quiete. Lì in autunno il silenzio è talmente grande che si riesce a sentire il rumore delle foglie quando cadono dagli alberi che ne circondano le vecchie mura.

Alberi che danno frutto; come meli, noci, castagni e nespoli. Questi ultimi, in particolare, donano i loro frutti soltanto in prossimità della fine del mese di ottobre; frutti che, contrariamente a ciò che avviene per le altre piante, al momento della raccolta non sono ancora maturi.

Così come gli umani che, quando si distaccano dalla madre che li ha generati, hanno bisogno di cure, anche le nespole devono essere custodite nella paglia che, col suo tepore, nel tempo le porta a maturazione. Sono frutti dal sapore particolare dei quali non è agevole cibarsi per via dei semi che si mescolano alla polpa.

Siamo molto più simili alla Natura nella quale viviamo di quanto riusciamo ad immaginare. I nostri antenati, sono la nostra terra; i nostri genitori, sono le nostre radici. I nostri figli, sono il nostro frutto.

Come le piante, anche noi abbiamo bisogno di terra e radici e, come loro, di vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...